Rettori universitari vs J-Ax e Fedez: chi ha ragione?

Vorrei ma non posto“, l’ultimo singolo di Fedez e J-Ax destinato a martellarci le orecchie per tutta l’estate, è di nuovo al centro delle polemiche. Lo è dal momento della pubblicazione del video: prima il botta e risposta tra i due e Salvini per il dito medio di Fedez nel video, poi le accuse da parte di alcuni artisti ai due di comprarsi le visualizzazioni su Youtube, e infine i rettori universitari che chiedono la censura del video.

Ad alcuni rettori non è andata giù la frase “e compreremo un altro esame all’università“, e avrebbero presentato un esposto al garante delle comunicazioni per rimuovere dallo spot pubblicitario il passaggio della canzone, perché “svilisce il lavoro onesto di chi lavora nel settore dell’istruzione”.

Secondo Fedez, che ha risposto alle accuse con un video sulla sua pagina Facebook, “questa è una verità amara e scomoda, gli esami si possono comprare” e a dimostrazione di questo – continua il cantante – “c’è il caso di Renzo Bossi, che si è comprato una laurea in Albania”. Per J-Ax “era una battuta”, e non volevano convincere nessuno a comprare esami all’università, “semplicemente – sottolinea Ax – descriviamo l’Italia nazionalpopolare di oggi, dove tutto è ciclico: l’estate e anche la corruzione, rappresentata qui dalla compravendita di esami. Vorrei andare avanti ma mi sono accorto di una cosa: io sono J-Ax e sto facendo una lezione di comprensione del testo, che è una pratica da terza media e la sto facendo a dei rettori universitari”.

Ci sono parecchi spunti di riflessione:

  • Gli esami si potranno anche comperare (dove?), ma la maggior parte degli studenti – senza sparare percentuali a caso – si fa il culo per passarli e riuscire a laurearsi in tempo. E non accettano di passare per “quelli che possono comprarsi il voto”. Chi sceglie la via della corruzione e dell’inganno per superare il test, prima o poi dovrà fare i conti con la realtà e pagarne le conseguenze;
  • E’ vero che in molte università si è obbligati a comperare il libro del Professore che ti esaminerà; libri molto spesso costosi e inseriti nei piani di studio solo per vendere qualche copia in più, e non per aiutare lo studente. E guai a presentarsi all’esame con il libro fotocopiato, le probabilità di passare l’esame si potrebbero approssimare allo zero;
  • Interessante come a parlare di censura sia J-Ax, il quale ha fatto sparire un commento di critica al suo video che aveva raggiunto parecchi “mi piace”;
  • Sono molte le possibili interpretazioni della frase, e forse il problema – per i rettori – sta nel fatto che il comprarsi l’esame, nell’immaginario collettivo, da caso isolato possa diventare un luogo comune. Sarebbe alquanto stupido;
  • Perché i rettori se la sono tanto presa? Davvero pensano che con quelle parole molti studenti potrebbero farsi forza e potrebbero preferire cose illecite ad un percorso di studi irregolare? Ma poi, chi sono questi rettori? Boh.
  • Cosa c’entra “nazionalpopolare” nella canzone? “Nella riflessione critica di A. Gramsci, di fenomeni culturali che, esprimendo valori profondamente radicati nella tradizione di un intero popolo, riescono a interpretare le aspirazioni e la specificità della civiltà di una nazione”. Quindi, comprarsi un esame è una cosa a cui aspirano tutti?

Trovo la vicenda ridicola, come è ridicolo continuare a far passare J-Ax e Fedez come due personaggi “scomodi” e il farli portavoce di un’intera generazione, come se il pensiero dei giovani fosse unificato. E’ ridicolo, inoltre, che i rettori universitari si perdano dietro a una frase di una canzone, come se non fosse già abbastanza pesante il dovercela sorbire per tutta l’estate.

 

Mattia Chiaruttini

Seguimi su Facebook: Mattia Chiaruttini

Seguimi su Twitter: @MattChiaruttini

Commenti

commenti