Uccidere il gorilla era l’unica soluzione, mettetevi l’anima in pace

Sta facendo il giro del web la storia del bambino che cade nella gabbia del gorilla, dal quale viene afferrato e trascinato per alcuni minuti. La successiva decisione di abbattere l’animale e salvare il bimbo ha scatenato l’ira della rete.

A suscitare l’indignazione è stato sia il comportamento negligente dei genitori che hanno perso di vista il bambino di quattro anni, sia la decisione di sopprimere il gorilla Harambe. Mi soffermerò sulla seconda. Non l’avessero mai fatto. I commenti si sprecano: “Il bambino,meno male, è salvo,ma che non si dica che tutto è finito bene. Un magnifico animale è morto”, “Io sono contento per il gorilla, perché ha finito di essere lo zimbello dell’egoismo umano e di vivere una esistenza da prigioniero”, “certo, come no! Era più semplice sparare al povero gorilla! Ma si sa, gli americani hanno il grilletto facile…”.

Anche Saverio Tommasi è subito intervenuto con il suo moralismo per prendere likes facili (oltre 37mila):

STORIA BREVE
Siamo nello zoo di Cincinnati, un bambino di quattro anni cade nella gabbia del gorilla, il gorilla pesa 180 chili.
Il gorilla corre e si ferma di fronte al piccolo, il piccolo pesa 16 chili, cioè dodici volte meno del gorilla.
Il gorilla alza una zampa, pensano lo voglia attaccare ma il gorilla accarezza il bambino, poi lo afferra per i pantaloncini, lo gira con delicatezza, poi lo alza e lo porta in giro per la gabbia, mostrandogliela. Il bambino lo segue, lo guarda, il bambino non piange mai.
Dopo quindici minuti il gorilla viene ucciso con una fucilata dall’alto perché sedarlo sarebbe stato troppo rischioso, secondo i padroni dello zoo.
E forse avevano ragione i padroni dello zoo, come fai a sedera un gorilla dall’alto, con un bambino accanto?
Io non lo so come si fa a sedare un gorilla dall’alto, però so che per il gorilla quello era diventato il suo bambino e so che l’aveva accarezzato come nessun uomo aveva mai accarezzato quel gorilla, e gli voleva bene come nessun uomo aveva mai voluto bene a quel gorilla.
Poi il gorilla , ancora una volta, è stato tradito.
E’ una storia triste, ve l’avevo detto.
Zoo di merda, questo non ve l’avevo ancora detto ma ci sta sempre bene.
Saverio Tommasi

Tommasi deve aver visto il video tagliato, dove non vengono mostrate le scene violente. Nel video di 2 minuti può essere che tutti rimangano abbindolati dalla favoletta che ci racconta Saverio, ma la realtà è diversa. Guardate il video fino alla fine:

Il video mostra un gorilla enorme che trascina per la gamba un bambino terrorizzato che piange e urla. Lo trascina in acqua per due volte, che gorilla gentile! Come si legge su Debunking, a fare chiarezza sull’episodio e sui pericoli della sedazione sono le parole di un veterinario:

Purtroppo la sedazione, o meglio l’anestesia, ha un grosso, grossissimo problema: c’è una fase, chiamata fase 2, che è subito prima della fase 3 (quella operativa ideale anche per manovre mediche). Tale fase 2 può provocare in ogni animale, anche nel cane più buono, una perdita delle inibizioni naturali contro il comportamento aggressivo-predatorio, e l’animale potrebbe, senza alcun preavviso, mordere. Se questa fase si fosse manifestata in tale modo aggressivo nel gorilla, il bambino sarebbe certamente morto smembrato. Oltre al fatto che un gorilla di quel peso in anestesia in una simile situazione di concitazione avrebbe potuto a sua volta farsi del male e/o lasciarci le penne, magari dopo aver schiacciato col suo peso il bimbo (ammesso e non concesso che questi avesse passato la fase due sopracitata indenne). Ma ovviamente l’animalista medio non si preoccupa di tutte queste possibilità, lui mica ha studiato.

Ma per Tommasi e per tutti quelli che hanno condiviso il post non si doveva sparare, c’erano mille altre soluzioni (ne avessi letta una seria) e il video è qualcosa di commovente.

“E’ un giorno triste. La decisione giusta è stata presa, è stata una decisione difficile” afferma Thane Maynard, direttore dello zoo. “Abbiamo protocolli e procedure da seguire in situazioni di emergenza, ma non abbiamo mai avuto un caso come questo nel nostro zoo, con un animale pericoloso che deve essere ucciso per emergenza” ammette Maynard, spiegando che è stato deciso di sparare invece che di usare tranquillanti perché in una situazione di tensione ci sarebbe voluto troppo tempo prima che i farmaci avessero avuto effetto. Il bimbo non era sotto attacco ma in una situazione come quella poteva succedere qualunque cosa”.

Sicuramente i genitori, così come i responsabili dello zoo e della sicurezza, hanno le loro colpe e non spetterà né a me né a voi giudicarli, ma la si smetta con questa storia dell’animale dolce e innocente che non avrebbe fatto male a una mosca. Chissà cosa avreste detto se fosse andata diversamente e a morire fosse stato il bambino. Certe persone sarebbero da rinchiudere per la mancanza di obiettività nell’esporre e commentare i fatti.

 

Mattia Chiaruttini

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