Salvatore Aranzulla sul palco durante il corso SEO del 2017

Aranzulla, è la fine di un’era? I numeri e quello che ho imparato al suo corso del 2017

È la fine di un'era? Se lo chiedono in tanti da quando Aranzulla ha raccontato al Corriere Milano quanto traffico (e quanti soldi) ha perso nell'ultimo anno: visite dimezzate e utile giù del 72%.

Salvatore Aranzulla sul palco durante il corso SEO del 2017
Aranzulla al corso SEO del 2017.

Quello nella foto è lui. Era il 2017 e andai al primo e unico corso che fece sulla SEO. Costava 100 €, andò subito sold out e, per il valore delle informazioni che diede (rispetto a tanti guru che negli anni si sono fatti strapagare), erano praticamente nulla. Le stesse informazioni che poi mi sono servite per migliorare il posizionamento e la monetizzazione di tanti clienti.

Leggo molti che pensano di sapere tutto e commentano: “Avrebbe dovuto capirlo”, “Ormai chi li legge i suoi papiri”, “È destinato a fallire”. Piacerebbe anche a me avere la sfera di cristallo, ma quello che vedo è un'azienda ancora profittevole (641.430 € di utile non sono bruscolini) e un imprenditore che, parole sue, potrà tranquillamente vivere di rendita.

In breve

  • Visite: da circa 1 milione a circa 500.000 utenti al giorno.
  • Fatturato riportato: da 7,9 a 8,39 milioni di euro. Utile netto: da 2,33 milioni a 641.430 euro.
  • Il punto non è solo il traffico perso, ma quanto costa ora sostituirlo.
  • Il problema riguarda tutti gli editori: chi pagherà per produrre i contenuti che le AI riassumono?

Visite dimezzate, fatturato in crescita: i numeri di Aranzulla

Il dato che mi colpisce di più non è il -50% delle visite, è che il fatturato sale mentre l'utile crolla.

20242025Variazione
Utenti al giornocirca 1.000.000circa 500.000 (dato di oggi)-50%
Fatturato7,9 milioni €8,39 milioni €+6,2%
Utile netto2,33 milioni €641.430 €-72,5%
Utile su 100 € incassati29,5 €7,6 €-21,9 punti

Tra fatturato e utile ci sono circa 2,18 milioni di euro in più in un anno. Una parte della spiegazione la dà lui stesso: i margini si sono ridotti anche perché hanno dovuto cambiare strategia, acquistando traffico. Il riassunto è suo: “si lavora molto di più per ottenere molto meno”.

Quel corso del 2017: dietro il primo posto su Google c'era un ragionamento

La gente vede il risultato: Aranzulla primo su Google. Non vede tutto il ragionamento che c'è dietro.

Quel giorno spiegò qual era la sua strategia SEO, quali strumenti usava, come ottimizzava il caricamento del sito per renderlo più veloce, come pensava per ottenere così tanto traffico e come calcolava tutta la parte di monetizzazione. Per me fu illuminante. Un ragionamento assurdo, che da fuori non immagini.

Le slide le ho ancora, e riguardandole mi è tornato in mente quel periodo, dove ero appena agli inizi del mio lavoro. All'epoca avevo anche dei siti miei e sono riuscito a monetizzarne il traffico in quel modo, poi l'ho messo in pratica con gli editori con cui ho lavorato. Erano altri tempi: il mondo è cambiato, e a lui nel tempo direi che è andata bene.

Il conto di un editore, e perché oggi non torna più

Un sito che vive di contenuti ragiona più o meno così: pagine viste diviso 1.000, moltiplicato per l'RPM, cioè quanto incassi ogni mille pagine viste. Un esempio con numeri inventati: 1 milione di pagine viste al mese con un RPM di 10 € fanno 10.000 €. Dimezzi le visite e, a parità di RPM, ne fai 5.000. Va anche detto che non tutto quel milione di pagine viene monetizzato e, complice anche i cambiamenti sulla consent mode degli ultimi anni, il fill rate (quante pagine vengono monetizzate su 100) è sempre più basso. Diverso è se parliamo di collaborazioni coi brand o affiliazioni.

Sui numeri di Aranzulla il conto è diverso, e per questo è interessante. Il fatturato diviso per gli utenti di un anno fa circa 22 € ogni 1.000 utenti nel 2024 e circa 46 € nel 2025, se i 500.000 utenti al giorno valessero per tutto l'anno. È una stima grezza, perché quel dato è di oggi e non del 2025. Ma dice una cosa: i ricavi non seguono più le visite in modo lineare.

Il motivo lo aveva già raccontato lui a gennaio, in un'intervista a Chapeau riportata da PMI.it: oggi l'azienda fattura più con le affiliazioni che con i banner, compra traffico a pagamento su Google e guadagna sulla differenza tra il costo del clic e la commissione. Un business con grandi volumi e margini più bassi, lontano dai margini vicini al 90% di quando l'ottimizzazione spinta dei banner, con l'header bidding portato tra i primi in Europa, faceva la differenza.

Il traffico che compri fa fatturato, però lo paghi. È lo stesso errore di lettura che vedo negli e-commerce quando si guarda il fatturato senza guardare quanto marketing è servito per farlo: per questo uso il calcolatore MER.

Il problema è molto più ampio di Aranzulla

Capisco che faccia più notizia parlare di Aranzulla, che i soldi li ha già fatti. Ma il problema è molto più ampio. È un modello di business che, per molti editori, è già diventato anti-economico e che per tanti altri lo diventerà presto: in tanti dovranno cambiare lavoro (e non hanno l'appartamento a City Life). Google e le AI rispondono direttamente agli utenti, utilizzando informazioni prodotte da siti, editori e professionisti che hanno investito tempo per realizzarle.

E non è solo una sensazione:

  • Pew Research, su 900 adulti americani a marzo 2025: si clicca su un risultato nell'8% delle visite con riassunto AI, contro il 15% senza.
  • Ahrefs, su 300.000 keyword (studio di febbraio 2026): la prima posizione prende circa il 58% di clic in meno quando c'è un AI Overview.
  • Google sostiene invece che i clic dalle pagine con AI Overview siano di qualità più alta, perché le persone restano di più sul sito.

Se vendi online, la lezione è un'altra

Un e-commerce non vive di pagine viste, ma il rischio è lo stesso: dipendere da un canale che non controlli. Tre cose che farei:

  • Guarda l'utile, non solo il fatturato. Se per tenere fermo il fatturato devi comprare sempre più traffico, il problema è già lì.
  • Non dipendere da un solo canale. Quello che ti porta clienti oggi può cambiare regole domani, che si chiami Google o Meta.
  • Costruisci quello che un riassunto non può darti. Clienti, email, prodotti, esperienza diretta.

Se nessuno produce più contenuti, cosa succede al web?

Se nessuno avrà più un incentivo economico per produrre contenuti di qualità, fare ricerca, testare prodotti e aggiornare guide, cosa succederà al web?

Si arriverà a un punto in cui nessuno aggiornerà più i siti (se non le AI stesse, rielaborando informazioni già presenti e sempre più generiche), con il rischio che le stesse AI finiscano per rispondere con contenuti di scarso valore, riciclando informazioni vecchie o non più verificate.

In pratica, rischiamo di costruire un ecosistema in cui l'AI diventa sempre più brava a distribuire informazioni, ma sempre meno persone sono disposte a produrle.

Cosa succederà a quel punto?

Domande su Aranzulla e il suo sito

Quanto traffico ha perso Aranzulla?

Secondo quanto riportato dopo l'intervista al Corriere Milano, il sito è passato da circa un milione di utenti al giorno nel 2024 a circa 500.000. A ottobre 2025 Aranzulla parlava ancora di un calo del 25%.

Perché l'utile di Aranzulla è sceso del 72% se il fatturato cresce?

Il fatturato riportato sale da 7,9 a 8,39 milioni di euro, l'utile netto scende da 2,33 milioni a 641.430 euro. Aranzulla collega la riduzione dei margini anche alla scelta di acquistare traffico: si incassa di più, ma costa molto di più farlo.

La colpa è solo dell'intelligenza artificiale?

Aranzulla indica l'AI come causa principale, ma i numeri pubblici non permettono di isolare il suo effetto. Sui conti pesano anche le spese e le scelte aziendali, e parte delle ricerche si è spostata sui video.

Il sito di Aranzulla sta chiudendo?

Nessun annuncio di chiusura. Con 641.430 euro di utile, parliamo di un'azienda ancora profittevole, anche se molto meno di prima.

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